Colli Euganei: il sentiero del Monte Cecilia

Difficoltà

Classificazione: 3 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 6,0 Km ca.

Dislivello: 200 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking, consigliati bastoncini

Breve descrizione : Piacevole passeggiata ad anello attorno al monte Cecilia, per la maggior parte emersa nel bosco

Il sentiero parte in prossimità del centro di Baone, dov’è possibile lasciare l’auto. Il primo tratto del percorso, partendo da via Lucerna, sale repentinamente, per poi infilarsi in un comodo sentiero immerso nel bosco.

Lungo sarà possibile prendere una piccola deviazione per visitare i ruderi del castello dei Conti di Baone. Gli abitanti del paese misero in opera una croce dopo la distruzione della rocca ad opera di Ezzelino.

Il percorso si articola in un armonioso sali-scendi che spesso regala dei punti panoramici davvero inaspettati.

Il percorso ridiscende poi con dolcezza per ricondurci alla strada asfaltata principale, da cui si può far ritorno al centro del paese.


Se volete fermarmi per un piacevole aperitivo o una cena tradizionale veneta, vi consigliamo la Taverna Venier. Un must la loro pasta fresca fatta in casa accompagnata dai piselli freschi!

Grazioso plateatico con lucine !

Val di Fassa – Ciampac, Forcella Neigra e Val Contrin

Difficoltà

Classificazione: 3.5 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4.5 su 5.

Lunghezza : 18 Km ca.

Dislivello: 600 m ca.

Durata: 4,5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking, consigliati bastoncini

Breve descrizione : Piacevole passeggiata in Val di Fassa attraverso forcella Nigra con sosta al Rifugio Contrin

Val di Fassa. Ferragosto. Nel cuore delle Dolomiti. 

Alla ricerca di un’escursione che permetta di evitare i troppo frequentati itinerari classici, decidiamo di esplorare un angolo meno battuto ma decisamente iconico della valle dell’Avisio. 

Per farlo parcheggiamo a Penia di Canazei e prendiamo la funivia Ciampac, che oltre a farci risparmiare 600m di dislivello in salita, ci porta immediatamente presso l’omonimo rifugio. 

Da qui comincia il nostro sentiero, direzione forcella Neigra a quota 2509. 

Da subito ci si rende conto dell’unicità del luogo. Sebbene sia collocato in territorio Dolomitico, il Ciampac alterna l’iconica cima calcarea monumentale del Colac a delle formazioni di roccia piu scura come il Sas de Roces o la Crepa Neigra, a cui daremo le spalle verso la salita all’omonima Forcella. 

Da cui seguiamo il sentiero 613 che ci porta al Rifugio San Nicolò passando per un breve tratto attrezzato con cavo fisso e una serie di staffe. A quota 2340 è tempo del primo rifornimento, strudel con panna. Da qui la vista è straordinaria. Verso su si spalanca la vista sulle inconfondibili forme di roccia pallida del Latemar, la Roda di Vael e tutto il gruppo del Catinaccio. Basterebbe questo per farci tornare a casa appagati, ma la vera protagonista di giornata deve ancora rivelarsi a noi.

Invece del banale sentiero 608, decidiamo di tenerci piu alti sul sentiero di pietraia 609, lungo il Lastè de Contrin. 

Eccola finalmente, la parete Sud della Marmolada, cima più alta del Veneto con i suoi 3343m di Punta Penia, difesa ad Occidente dall’impervio Gran Vernel. 

Eccola finalmente, la parete Sud della Marmolada, cima più alta del Veneto con i suoi 3343m di Punta Penia, difesa ad Occidente dall’impervio Gran Vernel. 

Proseguiamo verso est fino a incontrare il Rio de Cirele, dove, prendendo a sinistra il sentiero 607, raggiungiamo in poco tempo il Rifugio Contrin a quota 2074. 

Un meritato pranzo ci aspetta dopo quasi 4 ore di camminata. 

Dal rifugio Contrin seguiamo per la forestale 602 che solca la val Contrin (ed è parte del Sentiero Italia) per riportarci al parcheggio della funivia Ciampac da dove siamo partiti.


Ringraziamo il nostro amico Jack, esperto esploratore della Val di Fassa, che ha organizzato per noi questo splendido giro e ha scritto questo bellissimo articolo !

Lungo il Brenta: il laghetto di Camazzole e Cittadella

Il fine-settimana non vuol dire per forza mare o montagna, soprattutto nei torridi weekend estivi quando la coda rischia di farti passare ogni voglia di spostarti.

La soluzione può essere quindi il fiume ( ve ne abbiamo già parlato nell’articolo sulla ciclabile del Brenta ) o, in questo caso, il lago!
Il laghetto di Camazzole, o busa de Giaretta, è un piccolo specchio artificiale ottenuto dalla deviazione del fiume Brenta. Le acque sono cristalline e fresche! Uno spot perfetto per un picnic con tuffo, raggiungibile anche attraverso il percorso ciclabile.

Photo credit ig: lisacingano

Lanciatevi poi alla scoperta di Cittadella, un’amena città murata risalente al XIII secolo. Percorrendo il camminamento di ronda, è possibile ammirare il nucleo storico dall’impostazione tipicamente romana con cardo e decumano.

Foto dal web

Arrivata l’ora di cena, non perdetevi il fermento dei piccoli locali del centro!

Herb è un romantico locale dal gustò retrò e botanico nei pressi di porta Bassano. Imperdibile il loro brunch dal gusto nordico e i cocktail aromatici, così come le sue pizze gourmet. Location voto 10!

Tappa obbligata anche L’autostazione, uno spazio recuperato dalla vecchia stazione delle corriere ristrutturato in stile New York anni ’60. Piatti innovativi o elaborati antipasti, è il posto perfetto per aperitivo o cena. Il menu dei cocktail un vero capolavoro!


Se conoscete piccoli spot nascosti in Veneto e/o location off-tracks, scriveteci!

Saremo felici di provarli e scrivere un articolo!

Colli Euganei : il sentiero del monte Cinto

Difficoltà

Classificazione: 3.5 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 5 su 5.

Lunghezza : 6,5 Km ca.*

Dislivello: 300 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking, consigliati bastoncini

Breve descrizione : Panoramica passeggiata ad anello lungo il versante meridionale dei colli Euganei, che regala una grande varietà di scorci e punti d’interesse

*Percorrendo anche le deviazioni dal percorso principale

Il sentiero del Monte Cinto è un itinerario stimolante dislocato lungo il versante sud dei Colli Euganei. La caratteristica sicuramente preponderante è l’estrema ricchezza di paesaggi e aree attrattive.

La partenza è dal Museo di Cava Bomba, pochi metri prima del parcheggio in direzione Cinto Euganeo.

Credit to Associazione Colli Euganei

La prima parte del tracciato sale in maniera decisa con un tracciato facilmente percorribile, per poi inerpicarsi nel bosco tra roccette e ghiaia.

Dopo circa 30 minuti di camminata si arriva ad un primo bivio, da dove è possibile imboccare una prima deviazione che conduce alla sommità del monte Cinto (mt 282). In cima si potranno osservare i resti di un antico castello medievale. Ripercorrendo il tratto a ritroso, si imbocca nuovamente il percorso principale.

Salendo alcuni affioramenti di roccia, si guadagna il punto più panoramico del percorso, il famoso Buso dei Briganti, da cui si gode di una vista mozzafiato sul monte Lozzo e sulla dorsale dei Colli Berici.

Credit to Associazione Colli Euganei

Si continua quindi con un piacevole percorso ad anello, che attraversando filari di vigne e boschetti, ci ricondurrà al punto di partenza.

Questa camminata può essere particolarmente piacevole per i bambini, che potranno ammirare i giganteschi dinosauri del Museo Geo-Paleontologico di Cava Bomba!


Se volete segnalarci qualche itinerario speciale, scriveteci!

Saremo felici di inserirlo nella nostra raccolta!

Passeggiata a Cima D’Asta

Difficoltà

Classificazione: 4 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4.5 su 5.

Lunghezza : 13 Km ca.*

Dislivello: 1000 m ca.

Durata: una giornata

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking

Breve descrizione : Bellissima passeggiata a/r nel Trentino orientale, semplice ma sopra i 2000 m.

*Possibilità di allungare raggiungendo la Cima qt.2847m

La camminata a Cima d’Asta è un percorso trekking semplice, ma che dà le grandi soddisfazioni tipiche delle camminate in alta quota!

Lasciata l’auto a Malga Sorgazza, località Pieve di Tesino (TN), si inizia percorrendo un semplice tratto di forestale nel bosco (Sentiero CAI 327, direzione Cima d’Asta).

Il tracciato poi si addentra nella valle, salendo in maniera graduale ma decisa, con la vitta cima d’Asta sempre all’orizzonte. Il percorso è ben segnato, mai esposto e caratterizzato da numerosi ruscelli e cascatelle.

Al bivio riportato qui in figura sopra, è possibile prendere una variante 327b, detta dei Lastroni, molto diretta e pendente. Noi abbiamo preferito prendere il cammino tradizionale, che attraverso la vegetazione alpina, ci conduce fino al Rifugio Ottone Brentari (quota 2475 m). Alle spalle del Rifugio c’è anche un piccolo lago!

Il panorama è davvero SUPER!

Per chi ha ancora voglia e gamba, è possibile proseguire la camminata fino alla cima (+1,30h), con alcuni punti più impegnativi tra le rocce e un paio di tratti attrezzati.

Percorrendo il cammino 327 da cui siamo arrivati, in circa 2,30 h si può fare ritorno a Malga Sorgazza, per mangiare una fetta di Strudel / bere una birra e rilassarsi dopo l’escursione!


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Colli euganei: un aperitivo al fresco

Venerdì sera, estate e calure insopportabili! Tutto quello che serve è una bella terrazza in mezzo al verde – possibilmente con vista – per bere un buon bicchiere di vino, accompagnato da qualche cicchetto.

Per questo motivo vi proponiamo 6 posti deliziosi per un aperitivo sui Colli Euganei per sfuggire all’asfalto cittadino e sentirsi un po’ in vacanza.

1 – Ristoro La Vallesana – Baone

Imperdibile terrazza con vista sui colli sopra Baone.

Piatti di salumi e formaggi a km 0 accompagnati da vini locali o raffinati trento DOC, birre di ogni sorta e freschissimi spritz.

Davvero imperdibile!

2 – Colle del Barbarossa – Teolo

Informale agriturismo lungo la strada da Teolo a Castelnuovo con bellissimo giardino con vista.

Generosissimi piatti di affettati, formaggi e giardiniera con una bella bottiglia di Cabernet, il tutto di produzione propria.

Semplicemente sublime.

3 – Osteria Volante – Torreglia

Raffinatissima osteria a Torreglia, propone una selezione di vini fuori dal comune, accompagnati da cicchetti volanti per palati raffinati!

Imperdibile la selezione di formaggi, servita in un romantico giardino estivo.

Assolutamente fuori dal comune.

4 – Dalla Teresa – Cinto Euganeo

Tipica trattoria dei colli, semplice e senza fronzoli!

La sua terrazza offre un panorama davvero unico, su tovaglie a quadretti rossi e bianchi sotto la sua fresca pergola.

Un posto della tradizione!

5 – L’enoteca di Arquà – Arquà Petrarca

Nel cuore del borgo di Arquà Petrarca, un giardino nascosto dove degustare i prodotti tipici dei colli euganei, e il loro cavallo di battaglia: lo spritz euganeo!

Un tappa d’obbligo !

6 – Enoteca PER Bacco – Torreglia

Un vero e proprio casolino gastronomico, dove stuzzicare affettati, formaggi e anche cicchetti di ogni genere, in un’atmosfera semplice e confortevole.

Una certezza.

Da non dimenticare sono poi le degustazioni in cantina, offerte da quasi tutte le aziende dei colli, dov’è possibile assaggiare i prodotti tipici e ascoltare le storie della tradizione vitivinicola della zona.

Per un elenco delle cantine dei colli, vi rimandiamo al sito dei colli euganei!


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Ci piace essere utili!

Padova-Gorizia in bicicletta

Difficoltà

★★★★

Paesaggio

★★★★★

Lunghezza : 280 Km ca.

Dislivello: circa 1500 m in totale

Durata: tre giorni, con calma

Attrezzatura specifica: bici adatta a percorso misto asfalto e sterrato

Breve descrizione : Stupendo viaggio che dalla città di Padova raggiunge la città di Gorizia, percorrendo la ciclabile pedemontana FVG3.

Per quanti si fossero chiesti come siamo arrivati a Gorizia in bicicletta da Padova, ecco un breve riassunto della nostra avventura, divisa per giorno per giorno.

GIORNO 1 | Padova-Susegana – (96km +320m)

Partenza da Padova imboccando un tratto di anello fluviale ciclabile direzione Limena, che ci porta a costeggiare il percorso del fiume Brenta (se vuoi approfondire leggi il nostro articolo –> In bici sul Brenta).

Si incrocia quindi in prossimità di Piazzola, la famosa Treviso-Ostiglia, che, percorrendo l’antico tragitto del treno, ci conduce fino al centro di Treviso, dove ci concediamo una meritata sosta. Il tragitto è quasi interamente asfaltato e in ombra, salvo l’ultimo tratto su ghiaia.

Da Treviso, per evitare le strade statali più trafficate, si segue il corso del Canale Piavesella, in tragitto interamente ciclabile fino a raggiungere l’argine del fiume Piave, dove i trevigiani amano fare il bagno nelle torride giornate estive. Questo tratto è immerso in una vegetazione molto fitta in questa stagione, ma è ugualmente percorribile senza difficoltà!

Raggiungiamo quindi il ponte della Priula, un suggestivo attraversamento sul Piave, che ci conduce fino a Susegana. Qui ci attende l’ultimo sforzo per salire al Castello di San Salvatore, costruito nei primi anni del XIV secolo, oggi ancora appartenente alla famiglia Collalto, utilizzato oggi come residenza e spazio per eventi.

Entriamo quindi nella splendida tenuta Borgoluce, un paradiso di 1000 ettari di boschi, pascoli, vigneti e campi di cereali, nel cuore dell’area del Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Questa azienda agricola al suo interno ospita una romantica foresteria, dove di fermiamo a dormire e un’osteria panoramica dove prenotiamo per cena (Se volete scoprire di più –> Tenuta Borgoluce ).

GIORNO 2 | Susegana-Ragogna – (97km +740)

Dopo un primo tratto un po’ incerto, troviamo le prime indicazioni della famosa FVG3, un percorso ciclabile che attraverso percorsi dedicati e strade secondarie arriva fino a Gorizia costeggiando le catene montuose.

Questo itinerario è una vera sorpresa perché è poco pubblicizzato, pur essendo ben indicato e suggestivo in termini di paesaggio. L’ultimo tratto, in sede promiscua con le auto, va percorso con un po’ di cautela, ma regala dei panorami mozzafiato sui fiumi Meduna e Tagliamento.

Raggiungiamo quindi il nostro graziosissimo Agriturismo La Casa Rossa, che offre una vista su San Daniele del Friuli, località rinomata per il prosciutto crudo (vi lascio immaginare quanto ne abbiamo mangiato!)

GIORNO 3 | Ragogna-Gorizia – (85km +430)

Eccoci già all’ultima tappa di questa impresa (per me) eroica! Sveglia di buon’ora, direzione Cividale del Friuli.

Qui a tratti abbiamo lasciato la FVG3, percorrendo invece strade secondarie costellate di viti e campi di girasole e cereali.

Cividale del Friuli è uno splendido paesino patrimonio dell’UNESCO, fondata del II sec. a.C da Giulio Cesare, capitale del primo ducato longobardo in Italia nel 568 d.C. Merita sicuramente una visita!

Attraversiamo quindi le dolci colline del Collio, valicando a tratti il confine sloveno. Questa zona è conosciuta per la produzione di vino, in particolare Pinot, Tocai friulano, Sauvignon e il rinomato Collio Bianco. Un susseguirsi continuo di vigneti e caratteristici piccoli borghi, fino a raggiungere Gorizia, città di confine ricca di un mix di cultura italiana, slava e germanica.

E’ tempo di andare in stazione, e tornare in treno a casa per un po’ di meritato relax dopo questa pedalata tra Veneto e Friuli!


Se volete suggerimenti per organizzare la vostra avventura in bici, contattateci!

Saremo felici di aiutarvi e consigliarvi il percorso migliore, le attrezzature più idonee e quanto necessario al vostro viaggio!

Colli Euganei : il monte Ceva

Difficoltà

Classificazione: 4 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 10 Km

Dislivello: 500 m ca.

Durata: 4,00 h

Attrezzatura specifica: nessuna

Breve descrizione : Piacevole ed impegnativa camminata sui colli Euganei verso la vetta del Ceva, con vista a 360° sulla pianura.

Questa incantevole camminata ad anello è forse il più bel sentiero dei colli Euganei, non solo per il panorama unico che si può apprezzare dalla cima, ma anche per la curiosissima flora che lo popola.

La partenza è dall’area camper di Battaglia Terme, dove si può ingranare con un bel caffè al ristoro Fiore. Alle spalle si imbocca il sentiero denominato delle Creste, che si inerpica con un tratto abbastanza impegnativo verso la cima del monte Ceva.

Superata però la prima parte in salita, si procede con un comodo sali-scendi nel bosco.

Si iniziano già ad incontrare le prime piante di fico d’India nano che, importato dall’America Centrale, ha trovato in questo microclima l’habitat perfetto per insediarsi.

Si conquista finalmente la cima, considerato a buon diritto uno dei punti più panoramici dei colli Euganei. Da qui è possibile imboccare una breve deviazione che ci conduce fino al centro di Turri, dov’è possibile sostare per un pranzo in una delle trattorie tipiche della zona.

Ripreso il percorso ad anello delle creste, si può fare rientro alla partenza.

Dopo un primo tratto da scendere con cautela sulle rocce vulcaniche nere di latite, il sentiero diventa di facile percorrenza in bosco e ci riconduce attraversando alcuni campi coltivati al nostro punto di partenza.


Se volete unirvi alle nostre gite, scriveteci!

Venite ad esplorare con noi la nostra splendida regione.

In bici sul Delta del Po – Mesola

Difficoltà

Classificazione: 3 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 70 Km ca.*

Dislivello: minimo

Durata: una giornata

Attrezzatura specifica: bici (percorso misto asfalto e sterrato)

Breve descrizione : Lunga e piacevole pedalata, con partenza da Ariano Polesine nel Parco del Delta del Po, con sosta nel Bosco della Mesola

Il Delta del Po è il posto ideale per pedalare senza impegno, perchè si possono creare con facilità dei percorsi ad anello sfruttando le lunghe ciclabili asfaltate o sterrate lungo il fiume.

Partendo da Ariano del Polesine, piccola località al confine tra Veneto ed Emilia Romagna, si può imboccare la ciclabile in direzione Ravenna. Il percorso costeggia il Po, fino a raggiungere la graziosa cittadina di Mesola.

Qui, all’ombra della corte, ci si può fermare per un caffè e ammirare il Castello di Mesola, una residenza voluta dagli Estensi verso la fine del XVI secolo come residenza di campagna per le battute di caccia nel bosco, che sarà appunto la nostra prossima tappa.

Il bosco di Mesola, chiamato semplicemente il boscone, è un’area naturale protetta dov’è possibile ammirare, con assoluta facilità i cervi, ultimo nucleo degli antichi cervi della pianura padana. Il bosco è percorribile in bici con un tragitto di circa 5 km …. su sabbia! Noi abbiamo seguito l’itinerario lungo, cercando di avvistarli.. per poi trovare un bellissimo esemplare proprio all’uscita del parco che, senza paura, si faceva avvicinare da grandi e bambini.

Attraversata poi la località di Goro, un porticciolo di mare, si fa ritorno in direzione Mesola, sempre su percorso misto ghiaia e asfalto, per poi rientrare ad Ariano chiudendo il giro.


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In bici tra le isole della Laguna

Difficoltà

Classificazione: 4 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4.5 su 5.

Lunghezza : 85 Km ca.*

Dislivello: minimo

Durata: una giornata

Attrezzatura specifica: bici (percorso misto asfalto e sterrato)

Breve descrizione : Lunga e piacevole pedalata, con partenza da Padova, attraverso le isole della Laguna di Venezia

*Possibilità di accorciare il percorso e fare solo la parte isole

Questa gita per noi è davvero un grande classico e ci piace così tanto che l’abbiamo fatta più di una volta.

Partendo da Padova, imboccato il lungargine Bassanello, si prosegue in direzione della zona industriale verso Ponte San Nicolò e Roncajette. Sempre costeggiando il fiume Bacchiglione, percorrendo argini di ghiaia e tratti asfaltati, si raggiunge la località di quindi la località di Pontelongo.

Si attraversano quindi i paesini di Correzzola e Ca’ Bianca, fino a Ca’ Pasqua dove il Brenta incontra il Bacchiglione. Passata la località balneare di Sottomarina, raggiungiamo infine la prima importante tappa di questo tour, la città di Chioggia, la cui rinomata tradizione attica è famosa in tutto il Veneto.

Una piccola curiosità: l’orologio della torre di Sant’Andrea è considerato il più antico al mondo e risale all’XI-XII secolo! Questo piccolo porto sulla laguna, offre un’infinità di ristoranti di pesce e caratteristici bacari in stile veneziano dove fare l’aperitivo.

Qui ci imbarchiamo alla volta di Pellestrina, un lembo di terra lungo e stretto (11kM per un minimo di 23 m ), abitato sin dall’VIII sec d.C. Qui suggeriamo di fermarsi per un pranzo a base di pesce fresco in una delle tante trattorie di mare, dal celebre Celeste, all’intimo Dalla Rosa o presso l’ittiturismo Alle Valli.

Al capo Nord dell’isola ci si imbarca alla volta dell’isola del Lido, nota meta di villeggiatura prediletta dai veneziani. Siamo ormai quasi giunti al termine del viaggio, e raggiungiamo quindi, una volta attraversato il Lido, il Tronchetto a Venezia.

Per tornare a Padova sarà quindi sufficiente caricare le bici in treno e riposare le gambe da questa lunga pedalata!


Per chi volesse ridurre il percorso in bici suggeriamo di raggiungere Fusina in auto e prendere un ferry per Pellestrina o per il Lido, o partire dal porto di Chioggia. Il tragitto sarà così solo di una 20ina di Km.

Se volete saperne di più o se volete personalizzare la vostra avventura, scriveteci!