I sentieri dei Colli Euganei : il Monte della Madonna

Difficoltà

Classificazione: 4 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 5 Km

Dislivello: 300 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking

Breve descrizione : Stimolante sentiero sui colli Euganei con diversi punti di interesse storico artistico lungo il percorso

Questo percorso parte dalla località di Rovolon, si può lasciare l’auto in piazza oppure sul tornante alla fine del centro.

Proseguendo si imbocca via San Giorgio e dopo una discesa di 500 m, si troverà sulla sinistra l’inizio del percorso (giro orario). Il primo tratto è un po’ impegnativo, la salita in mezzo alle rocce rompe il fiato per poi portarci su un verde selciato sempre il salita.

Il sentiero a tratti diventa stretto ma mai esposto, fino quasi alla cima dove si incontrano i ripetitori radio e televisivi. Dopo una breve discesa, si seguono le indicazioni verso la chiesa di Sant’Antonio Abate.

Dopo un breve tratto su strada asfaltata, si può raggiungere il Santuario della Madonna del Monte, eremo benedettino risalente al XIII secolo. Proseguendo oltre il tornante prima dell’ingresso al monastero, si può intraprendere la discesa.

Il percorso del bosco non è banale e sempre vario negli scorci e nella vegetazione (castagni e corbezzoli soprattutto). Ci riporta sempre in via San Giorgio, più avanti rispetto alla partenza.

Consiglio moltissimo questa camminata non solo perchè è più stimolante in termini di esercizio, ma anche per la sua varietà di paesaggi e punti di interesse! Nelle giornate più limpide si possono vedere anche le montagne!


Condividete questo percorso su Facebook e andate alla scoperta dei Colli Euganei!

I sentieri dei Colli Euganei: Monte Ricco e Monte Castello

Difficoltà

Classificazione: 3 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 6,3 Km

Dislivello: 270 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking

Breve descrizione : Semplicissimo sentiero sui Colli Euganei che parte in prossimità del centro di Monselice per raggiungere la vetta del Monte Ricco

Lasciata l’auto in via Monte Ricco, si prosegue lungo la strada asfaltata in salita.

Il lungo viale alberato a tornati porta dopo un paio di km all’inizio vero e proprio del sentiero, in corrispondenza di una ben riconoscibile casa rossa.

Il tragitto permette di ammirare la rocca di Monselice e ad ogni tornante qualche aforisma accompagna l’ascesa: “La salita è dura, ma quando arrivi in cima il panorama è fantastico” (nulla di più vero!!). Lungo la parete del Monte Ricco si osserva invece un’antica cava abbandonata.

Proseguendo per una comoda strada forestale, si raggiunge la panoramica terrazza di Ercole. Da qui è possibile salire al suggestivo eremo di Santa Domenica dei frati francescani.

La camminata prosegue semplice nel bosco fino alla deviazione per il monte Castello. Si può in alternativa scegliere la “strada breve”, che dopo un paio di km riconduce alla strada asfaltata a tornanti.

Questo sentiero è davvero breve e semplice. La sua peculiarità è sicuramente la prossimità al centro… si può raggiungere l’inizio del percorso anche in treno, senza necessità di muovere la macchina!


Se avete trovato utili i nostri suggerimenti, mettere like alla nostra pagina instagram o condividete questo articolo 😉

I sentieri dei Colli Euganei: Monte Ortone

Difficoltà

Classificazione: 3 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 3,6 Km

Dislivello: 150 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking

Breve descrizione : Facilissima escursione sui colli Euganei che regala scorci inaspettati

Vorrei ribattezzare questo itinerario la passeggiata del corbezzolo, infatti avendola fatta in novembre ci siamo imbattuti in un tripudio di frutti rossi e succosi.

Esattamente dietro il monastero di Monte Ortone, inizia questo splendido sentiero. Il primo tratto ospita il percorso della via Crucis fino ad un ultimo altare votivo.

Proseguendo si può raggiungere la cima, da cui si apprezzare un panorama a 360° sui colli Euganei. Il percorso inizia quindi a scendere, con alcuni tornanti e passaggi a gradini, fino a ricondurci alla strada principale oltre l’abitato di monte Ortone.

Si percorre quindi un breve tratto di strada asfaltata per tornare al punto di partenza.

Questo percorso, aldilà della sua semplicità, mi ha davvero colpito per la vegetazione varia e i panorami sulle vette circostanti! Davvero consigliato.


Avete già messo like alla nostra pagina Instagram? Troverete un sacco di spunti per le vostre prossime gite Made in Veneto!

Camminata del Monte Rite

Difficoltà

Classificazione: 3 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 5 su 5.

Lunghezza : 16,0 Km ca.

Dislivello: 700 m ca.

Durata: 4 -5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking

Breve descrizione : incantevole passeggiata ad anello sul monte Rite, con vista a 360° dal Messner Museum

Abbiamo fatto questa passeggiata in novembre, quando i colori autunnali rendono il paesaggio assolutamente magico, tuttavia il percorso è talmente semplice che può essere svolto in ogni stagione.

Partiamo in prossimità del Passo Cibiana. Andando verso forno di Zoldo sulla destra, sarà visibile l’imbocco di un sentiero e la macchina può essere lasciata in uno degli slarghi a lato della carreggiata.

Prendiamo quindi il sentiero 494, seguendo le indicazioni verso Monte Rite – Rifugio Dolomites. La camminata è sempre il leggera salita, ma mai troppo impegnativa e regala scorci inaspettati tra un tratto di bosco e l’altro. Raggiungiamo dapprima la Forcella Val Inferna, e svoltiamo quindi a destra seguendo le indicazioni verso Forcella Deona (mt 2053).

Dopo un ultimo tratto innevato, la strada si ricongiunge alla comoda forestale, che conduce dopo alcuni tornanti al Rifugio Dolomites e poi al Messner Museum. Imperdibile la vista dal tetto a 360° su Tofane, Pelmo e Antelao.

Per tornare al passo Cibiana ci sono due alternative, la semplice forestale della quale abbiamo già percorso un tratto, oppure il sentiero dell’Orlando. Per continuare a godere del panorama abbiamo scelto la prima opzione, ma anche il sentiero nel bosco è una valida alternativa.


Noi abbiamo passato l’intero weekend a Cibiana, dove vi suggeriamo di fare il percorso dei murales (leggi il nostro articolo ) e abbiamo dormito nello chalet qui sotto. Che dire, ci ha rapito il cuore!

Se vi abbiamo incuriosito e volete qualche informazione, scriveteci a venetohipster@gmail.com!

Cibiana, un museo a cielo aperto nel cuore del Cadore

Lungo la strada per la celebre Cortina, una svolta inaspettata porta ad un’ombrosa valle dov’è nascosto lo splendido paesino di Cibiana.

Ad un primo sguardo sembra proprio il classico paesino montano: tetti spioventi, fienili in legno, chiesette in pietra bianca, una tranquillità invidiabile. Ma bastano due passi per scoprire che si tratta invece di una vera e propria galleria d’arte.

Per rilanciare la località turistica, negli anni ’80 del secolo scorso, l’allora presidente della Pro Loco Osvaldo Da Col assieme all’artista agordino Vico Calabrò decise di promuovere un’iniziativa artistica. Vennero così realizzati oltre 50 murales sulle facciate degli edifici in memoria della tradizione di questi luoghi.

I dipinti, che rappresentano gli antichi mestieri, le arti, le feste e le leggende popolari di una volta, si snodano lungo una passeggiata di un’ora e mezza che attraversa le località di Masariè, Cibiana di Sotto e Pianezze.

Oltre a questo splendido percorso è davvero imperdibile la camminata al Messner Museum sul Monte Rite, alla quale dedicheremo però un altro breve articolo per potervi dare tutti i dettagli!


Se questo articolo vi è piaciuto condivitelo su Facebook, e facciamo riscoprire assieme la gioia di un turismo responsabile e di prossimità!

I sentieri dei Colli Euganei: Monte Cecilia

Difficoltà

Classificazione: 3 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4 su 5.

Lunghezza : 6,0 Km ca.

Dislivello: 200 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking, consigliati bastoncini

Breve descrizione : Piacevole passeggiata ad anello attorno al monte Cecilia, per la maggior parte emersa nel bosco

Il sentiero parte in prossimità del centro di Baone, dov’è possibile lasciare l’auto. Il primo tratto del percorso, partendo da via Lucerna, sale repentinamente, per poi infilarsi in un comodo sentiero immerso nel bosco.

Lungo sarà possibile prendere una piccola deviazione per visitare i ruderi del castello dei Conti di Baone. Gli abitanti del paese misero in opera una croce dopo la distruzione della rocca ad opera di Ezzelino.

Il percorso si articola in un armonioso sali-scendi che spesso regala dei punti panoramici davvero inaspettati.

Il percorso ridiscende poi con dolcezza per ricondurci alla strada asfaltata principale, da cui si può far ritorno al centro del paese.


Se volete fermarmi per un piacevole aperitivo o una cena tradizionale veneta, vi consigliamo la Taverna Venier. Un must la loro pasta fresca fatta in casa accompagnata dai piselli freschi!

Grazioso plateatico con lucine !

Val di Fassa – Ciampac, Forcella Neigra e Val Contrin

Difficoltà

Classificazione: 3.5 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4.5 su 5.

Lunghezza : 18 Km ca.

Dislivello: 600 m ca.

Durata: 4,5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking, consigliati bastoncini

Breve descrizione : Piacevole passeggiata in Val di Fassa attraverso forcella Nigra con sosta al Rifugio Contrin

Val di Fassa. Ferragosto. Nel cuore delle Dolomiti. 

Alla ricerca di un’escursione che permetta di evitare i troppo frequentati itinerari classici, decidiamo di esplorare un angolo meno battuto ma decisamente iconico della valle dell’Avisio. 

Per farlo parcheggiamo a Penia di Canazei e prendiamo la funivia Ciampac, che oltre a farci risparmiare 600m di dislivello in salita, ci porta immediatamente presso l’omonimo rifugio. 

Da qui comincia il nostro sentiero, direzione forcella Neigra a quota 2509. 

Da subito ci si rende conto dell’unicità del luogo. Sebbene sia collocato in territorio Dolomitico, il Ciampac alterna l’iconica cima calcarea monumentale del Colac a delle formazioni di roccia piu scura come il Sas de Roces o la Crepa Neigra, a cui daremo le spalle verso la salita all’omonima Forcella. 

Da cui seguiamo il sentiero 613 che ci porta al Rifugio San Nicolò passando per un breve tratto attrezzato con cavo fisso e una serie di staffe. A quota 2340 è tempo del primo rifornimento, strudel con panna. Da qui la vista è straordinaria. Verso su si spalanca la vista sulle inconfondibili forme di roccia pallida del Latemar, la Roda di Vael e tutto il gruppo del Catinaccio. Basterebbe questo per farci tornare a casa appagati, ma la vera protagonista di giornata deve ancora rivelarsi a noi.

Invece del banale sentiero 608, decidiamo di tenerci piu alti sul sentiero di pietraia 609, lungo il Lastè de Contrin. 

Eccola finalmente, la parete Sud della Marmolada, cima più alta del Veneto con i suoi 3343m di Punta Penia, difesa ad Occidente dall’impervio Gran Vernel. 

Eccola finalmente, la parete Sud della Marmolada, cima più alta del Veneto con i suoi 3343m di Punta Penia, difesa ad Occidente dall’impervio Gran Vernel. 

Proseguiamo verso est fino a incontrare il Rio de Cirele, dove, prendendo a sinistra il sentiero 607, raggiungiamo in poco tempo il Rifugio Contrin a quota 2074. 

Un meritato pranzo ci aspetta dopo quasi 4 ore di camminata. 

Dal rifugio Contrin seguiamo per la forestale 602 che solca la val Contrin (ed è parte del Sentiero Italia) per riportarci al parcheggio della funivia Ciampac da dove siamo partiti.


Ringraziamo il nostro amico Jack, esperto esploratore della Val di Fassa, che ha organizzato per noi questo splendido giro e ha scritto questo bellissimo articolo !

Lungo il Brenta: il laghetto di Camazzole e Cittadella

Il fine-settimana non vuol dire per forza mare o montagna, soprattutto nei torridi weekend estivi quando la coda rischia di farti passare ogni voglia di spostarti.

La soluzione può essere quindi il fiume ( ve ne abbiamo già parlato nell’articolo sulla ciclabile del Brenta ) o, in questo caso, il lago!
Il laghetto di Camazzole, o busa de Giaretta, è un piccolo specchio artificiale ottenuto dalla deviazione del fiume Brenta. Le acque sono cristalline e fresche! Uno spot perfetto per un picnic con tuffo, raggiungibile anche attraverso il percorso ciclabile.

Photo credit ig: lisacingano

Lanciatevi poi alla scoperta di Cittadella, un’amena città murata risalente al XIII secolo. Percorrendo il camminamento di ronda, è possibile ammirare il nucleo storico dall’impostazione tipicamente romana con cardo e decumano.

Foto dal web

Arrivata l’ora di cena, non perdetevi il fermento dei piccoli locali del centro!

Herb è un romantico locale dal gustò retrò e botanico nei pressi di porta Bassano. Imperdibile il loro brunch dal gusto nordico e i cocktail aromatici, così come le sue pizze gourmet. Location voto 10!

Tappa obbligata anche L’autostazione, uno spazio recuperato dalla vecchia stazione delle corriere ristrutturato in stile New York anni ’60. Piatti innovativi o elaborati antipasti, è il posto perfetto per aperitivo o cena. Il menu dei cocktail un vero capolavoro!


Se conoscete piccoli spot nascosti in Veneto e/o location off-tracks, scriveteci!

Saremo felici di provarli e scrivere un articolo!

I sentieri dei Colli Euganei : Monte Cinto

Difficoltà

Classificazione: 3.5 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 5 su 5.

Lunghezza : 6,5 Km ca.*

Dislivello: 300 m ca.

Durata: 1, 5 h

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking, consigliati bastoncini

Breve descrizione : Panoramica passeggiata ad anello lungo il versante meridionale dei colli Euganei, che regala una grande varietà di scorci e punti d’interesse

*Percorrendo anche le deviazioni dal percorso principale

Il sentiero del Monte Cinto è un itinerario stimolante dislocato lungo il versante sud dei Colli Euganei. La caratteristica sicuramente preponderante è l’estrema ricchezza di paesaggi e aree attrattive.

La partenza è dal Museo di Cava Bomba, pochi metri prima del parcheggio in direzione Cinto Euganeo.

Credit to Associazione Colli Euganei

La prima parte del tracciato sale in maniera decisa con un tracciato facilmente percorribile, per poi inerpicarsi nel bosco tra roccette e ghiaia.

Dopo circa 30 minuti di camminata si arriva ad un primo bivio, da dove è possibile imboccare una prima deviazione che conduce alla sommità del monte Cinto (mt 282). In cima si potranno osservare i resti di un antico castello medievale. Ripercorrendo il tratto a ritroso, si imbocca nuovamente il percorso principale.

Salendo alcuni affioramenti di roccia, si guadagna il punto più panoramico del percorso, il famoso Buso dei Briganti, da cui si gode di una vista mozzafiato sul monte Lozzo e sulla dorsale dei Colli Berici.

Credit to Associazione Colli Euganei

Si continua quindi con un piacevole percorso ad anello, che attraversando filari di vigne e boschetti, ci ricondurrà al punto di partenza.

Questa camminata può essere particolarmente piacevole per i bambini, che potranno ammirare i giganteschi dinosauri del Museo Geo-Paleontologico di Cava Bomba!


Se volete segnalarci qualche itinerario speciale, scriveteci!

Saremo felici di inserirlo nella nostra raccolta!

Passeggiata a Cima D’Asta

Difficoltà

Classificazione: 4 su 5.

Paesaggio

Classificazione: 4.5 su 5.

Lunghezza : 13 Km ca.*

Dislivello: 1000 m ca.

Durata: una giornata

Attrezzatura specifica: scarpe da trekking

Breve descrizione : Bellissima passeggiata a/r nel Trentino orientale, semplice ma sopra i 2000 m.

*Possibilità di allungare raggiungendo la Cima qt.2847m

La camminata a Cima d’Asta è un percorso trekking semplice, ma che dà le grandi soddisfazioni tipiche delle camminate in alta quota!

Lasciata l’auto a Malga Sorgazza, località Pieve di Tesino (TN), si inizia percorrendo un semplice tratto di forestale nel bosco (Sentiero CAI 327, direzione Cima d’Asta).

Il tracciato poi si addentra nella valle, salendo in maniera graduale ma decisa, con la vitta cima d’Asta sempre all’orizzonte. Il percorso è ben segnato, mai esposto e caratterizzato da numerosi ruscelli e cascatelle.

Al bivio riportato qui in figura sopra, è possibile prendere una variante 327b, detta dei Lastroni, molto diretta e pendente. Noi abbiamo preferito prendere il cammino tradizionale, che attraverso la vegetazione alpina, ci conduce fino al Rifugio Ottone Brentari (quota 2475 m). Alle spalle del Rifugio c’è anche un piccolo lago!

Il panorama è davvero SUPER!

Per chi ha ancora voglia e gamba, è possibile proseguire la camminata fino alla cima (+1,30h), con alcuni punti più impegnativi tra le rocce e un paio di tratti attrezzati.

Percorrendo il cammino 327 da cui siamo arrivati, in circa 2,30 h si può fare ritorno a Malga Sorgazza, per mangiare una fetta di Strudel / bere una birra e rilassarsi dopo l’escursione!


Se vi è piaciuto questo articolo, scriveteci!

E se non l’avete ancora fatto seguiteci sui nostri social, per restare aggiornati sulle ultime avventure!